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“Mamma ho paura !”

“Mamma ho paura !”
Le fobie nei più piccoli sono spesso legate a cose o situazioni specifiche e si superano nella crescita.
Talvolta, però, può essere necessario l’aiuto di uno specialista.
Per imparare ad essere un pò più grandi, senza paure.
Il percorso di crescita di un bambino è come un lungo viaggio, ricco di scoperte ed esperienze positive ma anche di piccoli e grandi ostacoli, anch’essi parte integrante del processo evolutivo.
E’ importante, quindi, comprendere quando ci troviamo davanti a una normale tappa di questo percorso, che implica anche la necessità di imparare a superare gli ostacoli, o quando il bambino si trova davanti a un problema che percepisce più grande di lui e sembra non trovarvi soluzione.
Sono questi i momenti in cui il genitore deve imparare a crescere col bambino, a porsi cioè al suo fianco, ed aiutarlo a sviluppare gli strumenti di difesa e superamento del problema.
Le paure, un genitore lo sa bene, rappresentano per i bambini gran parte di questi ostacoli e sono percepite verso una molteplicità di cose, persone o situazioni. Tuttavia, quando la paura è eccessiva ed immotivata e genera nel bambino un’intensa reazione d’angoscia che lo porta, non solo a sentirsi inerme, ma ad assumere atteggiamenti con cui si evita la situazione o l’oggetto temuto, bisogna stare attenti che non si sia superato il sottile confine tra paura e fobia.
La prima, infatti, è un sentimento tanto naturale quanto necessario, poiché nel suo superamento si basa la maturazione del bambino; la fobia, invece, rientra nella famiglia dei disturbi ansiosi e va combattuta per evitare che il bambino ne rimanga succube anche da grande. La fobia si costituisce quando, tenendo sempre conto dello stadio di maturazione del piccolo, delle esperienze fatte e del livello di sviluppo intellettivo raggiunto, si nota lo svilupparsi di una paura che invade e imprigiona il bambino il quale non riesce a reagire e vede ostacolate, quindi, le sue capacità adattive ed evolutive.
All’origine delle fobie specifiche, cioè quelle che interessano particolari oggetti o situazioni, che si notano nell’età infantile vi possono essere due elementi: l’imitazione o l’evento traumatico. Soprattutto in età pre-linguistica, infatti, il meccanismo di imitazione è molto forte poiché ad esso fa affidamento il bambino nel decidere il proprio stato emotivo davanti a specifiche situazioni; se noterà nel genitore una reazione di paura e un atteggiamento fobico davanti a qualcosa, è possibile che assumerà la stessa reazione e imparerà, in qualche modo, ad avere anche lui paura verso la situazione vissuta. La fobia del genitore, quindi,  può essere involontariamente trasmessa al figlio, così come può essere scoraggiata se si mostra un atteggiamento sicuro che porta il bambino a non percepire alcun pericolo.
Anche l’evento traumatico può essere all’origine di una fobia, dove per traumatico va considerato ciò che soggettivamente un bambino percepisce come tale. Se ad esempio un bambino fa esperienza di un’aggressione da parte di un animale, perché magari l’animale ha reagito a sua volta per aver percepito un senso di minaccia, quell’evento può far sviluppare nel bambino  la paura verso quel genere di animale e portarla con sé fino all’età adulta.
Altre fobie hanno, invece, un carattere più transitorio poiché connesse alle tipiche paure infantili, come l’ansia di separazione dal genitore, vissuta in modo particolare quando si entra in età scolare. Sono fobie che solitamente si risolvono spontaneamente e che sono parte del processo evolutivo.
Ma di cosa si può avere paura? Le fobie vengono solitamente riunite in sei categorie:
- Animali: le più comuni sono le fobie verso cani, gatti, ragni, serpenti, topi e uccelli e in genere non interferiscono in modo preponderante nella vita di chi ne soffre;
- Ambiente naturale: oscurità, lampi, tuoni e forte vento, portano la persona a rinchiudersi in casa quando questi fattori climatici sono particolarmente forti;
- Persone: la più diffusa, soprattutto nei più piccolini, è quella verso la persona estranea;
- Personaggi mitici: sono le figure fantastiche che emergono dai racconti degli adulti, come il mostro, il fantasma..
- La Malattia: può essere la sporcizia o i microbi, e in generale si svolgono dei “rituali” per poterli scacciare;
- Scuola: in alcuni casi, all’ansia per la separazione dal genitore, si può assistere al vomito, alla diarrea o a pianti disperati con cui il bambino rifiuta la scuola;
E’ importante sapere che certe fobie tendono a scomparire con la crescita del bambino, verso i 7-8 anni, ma è altrettanto importante sapere che, quando la fobia persiste ed influenza in modo invasivo la vita del bambino e la sua crescita, è consigliabile affidarsi a un esperto.
La psicoterapia, infatti, soprattutto per le fobie specifiche ha dimostrato un’ottima efficacia e, attraverso un percorso guidato, il bambino può superare tranquillamente le proprie paure e imparare a crescere, sviluppando un normale sistema di difesa e lettura dei pericoli reali.
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