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Depressione e Donne

Depressione e Donne
Si stima che fino al 25% delle donne soffrirà di depressione una volta nella vita.
Riconoscerne i sintomi e capire le cause diventa importante per poterla combattere.
Un luogo comune assai diffuso vede la donna come un soggetto particolarmente debole e sensibile che, in virtù di queste sue caratteristiche, è più soggetta a cadere in depressione.
In realtà, se da un lato la depressione è un problema psichico comune a uomini e donne che colpisce milioni di persone ogni anno in tutto il mondo, dall’altro studi e ricerche hanno evidenziato come alcune forme di depressione siano più comuni nelle donne che nell’uomo.
Le ragioni di ciò vanno però da ricercarsi in un complesso di elementi che intreccia fattori genetici, alterazioni ormonali, eventi negativi della vita, uso di certi farmaci o sostanze e certe malattie, nonché condizioni socio-affettive.
Si stima che fino al 25% delle donne soffrirà di depressione in un qualche momento della vita. La diversa incidenza della depressione tra uomini e donne inizia a manifestarsi nel periodo adolescenziale, con una accentuazione della differenza col passare dell’età. Le donne, infatti, sembrano soffrire più degli uomini nell’arco compreso tra i 18 e i 44 anni, e particolare dopo i 25. Tornano a essere più a rischio degli uomini dopo i 65, mentre la fascia tra i 44 e i 65 sembra mostrare una minore incidenza della depressione nelle donne.
Ma cosa rende le donne, soprattutto in queste fasce di età, più esposte a soffrire di depressione? Le motivazioni sono tante e qui proveremo a indicarne alcune insieme a quelle forme depressive più diffuse e talvolta proprie delle donne.
Se la scienza ha mostrato che il numero di donne colpite da depressione è doppio rispetto a quello degli uomini, molti studi evidenziano la relazione tra depressione e disequilibri chimici nel cervello. Queste alterazioni possono essere provocate sia da alterazioni ormonali sia da reazioni emotive ad avvenimenti quotidiani o traumatici che si accompagnano spesso all’ansia e all’insicurezza. Molti esperti ritengono, infatti, che le donne tendono a vivere le relazioni sociali e gli accadimenti, sia positivi che negativi, con una maggiore risonanza emotiva che può rendere le donne più vulnerabili alla depressione.
Ecco che, ad esempio, il fattore ormonale si lega a doppio filo con cambiamenti di vita percepiti dalla donna: se, infatti, la modificazione dei livelli ormonali degli estrogeni e del progesterone sembrano influenzare l’umore, causando una maggiore propensione alla depressione nelle fasi in cui si verificano cambi ormonali (pubertà, parto, menopausa, ciclo mestruale), è altrettanto vero che al contrario, stress emotivi e sbalzi dell’umore possono provocare alterazioni ormonali.
In altri casi, invece, le oscillazioni dell’umore possono essere legate al periodo della maternità, in particolare nei primi giorni e nelle settimane seguenti alla nascita del bambino. Le oscillazioni sono così frequenti da essere considerate normali, ma è vero che in alcune donne questi sentimenti possono acutizzarsi e prolungarsi fino a configurarsi come una Depressione Post-Partum. E’ importante ricordare come le donne più sensibili a questo tipo di patologia sono persone che hanno sofferto in precedenza di depressione o che, viceversa, saranno più esposte successivamente se hanno sofferto di depressione post-partum.
Ecco che saper leggere i sintomi diventa fondamentale, insieme a una corretta terapia. Chi soffre di depressione, infatti, avverte numerosi sintomi, spesso legati l’uno all’altro come il senso di impotenza, il pessimismo, la tristezza e il ricorrere a pensieri negativi o a eccessive preoccupazioni; si perde il piacere dello stare insieme, a causa anche della propria irritabilità e alla diminuzione degli interessi. A questi si accompagnano sintomi più fisici, come la sensazione di debolezza, perdita d’appetito, insonnia e diminuzione dell’interesse sessuale.
Vi sono anche dei sintomi propri dell’età: infatti, le giovani donne, soprattutto in fase adolescenziale, vedono un’immagine distorta del proprio copro, con una perdita dell’appetito e un generale senso di infelicità che può avere ripercussioni sull’andamento scolastico, lavorativo e sul proprio equilibrio alimentare. Le donne più adulte, invece, pensano maggiormente ai propri insuccessi e ai momenti grigi della propria vita, percependo un senso di vuoto, talvolta abbandono e mancanza di relazioni durature.
A conclusione di questa breve rassegna sugli elementi legati alla depressione, ricordiamo anche l’uso di farmaci, alcuni dei quali incidono sul tono dell’umore, nonché l’uso di sostanze stupefacenti o alcool il cui abuso aggrava lo stato depressivo sia durante il loro utilizzo che alla loro dismissione.
Questa panoramica ci deve indurre a non prendere mai sottogamba i sintomi che percepiamo, comprendendo come i fattori che inducono alla depressione possono essere tanti e che la qualità delle relazioni affettive di cui siamo circondati ci può aiutare o meno ad affrontare i normali stress o i traumi più gravi. La mancanza di una relazione sentita importante, sia affettiva che amicale, può aumentare il rischio di cadere in depressione, così come le donne disoccupate che rimangono in casa a curare i bambini sono statisticamente a maggior rischio.
E’ importante, quindi, conoscere quali sono i possibili fattori di rischio e affrontare la depressione con un percorso terapeutico che aiuta la persona a imparare le strategie per conoscere ed affrontare lo stato depressivo, identificando gli elementi scatenanti e imparando ad affrontarle.
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